URBEX e Legalità

Urbex e Legalità sono due concetti che possono convivere in armonia se si pone la massima attenzione al rispetto di una serie di rigorose regole legali (ma per noi esploratori anche morali) che permettono quasi sempre di rimanere tutelati. Ma ripeto, occorre molta attenzione poiché basta veramente poco per sconfinare nell’illegalità!

Ma allora…

  • cosa rischia chi si introduce in una casa abbandonata anche solo per il tempo necessario a scattare qualche foto?
  • può configurarsi il reato di violazione di domicilio?

… in linea di massima l’attività degli appassionati di esplorazione urbex si svolge sempre su questo sottile filo tra giusto e sbagliato anche perché, pur essendoci ormai diversa dottrina in merito, spesso le regole rimangono poco chiare. Esiste inoltre un’enorme differenza tra paese e paese, con conseguenza legali che possono arrivare anche a pene estreme (soprattutto nei paesi più “sovranizzati”) come la reclusione. Pensando alle regole proprie del nostro paese, dunque valide per il territorio italiano, chi vuole introdursi in un edificio abbandonato senza commettere reato deve quindi tenere in considerazione i seguenti aspetti.


Effettivo STATO DI ABBANDONO

La prima vera attenuante è riconducibile alle condizioni generali dell’edificio da esplorare, dalle quali si deve desumere il suo “chiaro stato di abbandono”. Finestre rotte, danni strutturali, muri con evidenti crepe, tetti divelti, degrado, immondizia, muffa, vegetazione incontrollata, porte spalancate o mancanti ecc. Questi sono tutti segni che possono in qualche modo tutelare l’esploratore. Legalmente parlando bisogna quindi accertarsi che l’immobile sia stato effettivamente abbandonato e non sia solo momentaneamente libero per via dell’assenza provvisoria del proprietario. Il visitatore non deve inoltre permanere per troppo tempo all’interno dello stesso con lo scopo di impossessarsene o occuparlo per le proprie esigenze (ma non è questo il nostro caso).

LIBERTA’ DI ACCESSO

Come già detto porte aperte o assenti, mancanza di recinzione, grosse aperture nei muri perimetrali e ogni altro varco, sono sempre segnali di palese abbandono. Chiaramente tutto cambia se per accedere aprirete porte, forzerete lucchetti, scavalcherete muri poiché a quel punto, oltre a non essere più esploratori ma altro, rischiereste accusa serie che potrebbero andare dalla “violazione di domicilio” fino addirittura alla “effrazione con scasso”.

La SEGNALETICA (avvisi e divieti)

Verificate sempre se nel perimetro della proprietà ci sono cartelli o avvertimenti come “divieto di accesso”, “proprietà privata”, ecc.  La loro assenza o la loro incomprensibilità (cartelli arrugginiti o se di legno marci, coperti dalla vegetazione incontrollata o comunque non facilmente visibili, divelti, ecc.) comportano un’ulteriore attenuante per l’esploratore.

Quando poi sentirete l’irrefrenabile impulso di visitare un luogo con segnaletica molto evidente (e credetemi vi accadrà), magari addirittura sorvegliato (ad esempio con fototrappole, videocamere, ecc.), provate a passare per i canali ufficiali. Contattate le autorità competenti nel caso di edifici pubblici o i proprietari/guardiani in caso di edifici privati, al fine di ottenere il permesso ad entrare. Indagate se esiste qualche associazioni che gestisce il luogo e magali l’accesso e le visite (passerete per dei “rompi p…” ma ne sarà valsa la pena 🙂 )

OGGETTI nello zaino

Fate molta attenzione a questo passaggio poiché spesso è il più sottovalutato. Un coltello (non intendo il coltellino svizzero da escursionista ma uno più grande), un seghetto da vegetazione o addirittura il banale bastone da trekking potrebbe essere interpretato come “possesso di arma bianca” in caso di problemi con le forze dell’ordine. Non conta neanche l’attenuate dell’arma di difesa in caso doveste incontrare qualche malintenzionato o abitante “abusivo” del luogo. Quindi il consiglio è di avere con sé solo le attrezzature fotografiche, al limite il cavalletto, torce le più piccole possibile (alcune sono veri e propri oggetti contundenti) e poco più.

NON TOCCARE

Forse lo ignorate ma il primo comandamento degli appassionati di Urbex è “Prendi solo foto, lascia solo impronte”. Per fala breve i souvenir non sono considerati legali, rischiereste un’accusa per “tentato furto”. Inoltre non toccate nulla, non spostate oggetti o arredi solo per fare una foto migliore. Questo non è solo un comportamento che tutela dalla legge, ma è soprattutto una sana ed etica regola di condotta che tutti gli esploratori hanno il dovere morale di rispettare.

NON SCAPPARE

Nella malaugurata ipotesi doveste essere coinvolti in qualche accertamento da parte delle autorità competenti o incontrate faccia a faccia la proprietà del luogo, se sarete tranquilli di aver rispettato le regole prima esposte non abbiate timore. Usate sempre la buona educazione, mostrate e spiegate tranquillamente ciò che fate, le vostre intenzioni, la vostra passione. Soprattutto nel caso delle autorità no scappate e anzi collaborare, nella maggior parte dei casi facendo sarete fuori dai guai.


Rispettando rigorosamente queste poche ma essenziali regole potrete evitare di trovarvi in guai seri e sarete ragionevolmente tranquilli di non incorrere in rischi di natura penale*. In buona percentuale lo sarete anche dal punto di vista civile, dove però permane comunque un certo livello di aleatorietà, dovuto principalmente alla malevola volontà del proprietario di volervi comunque punire con una denuncia.

[ *L’illecito penale scatta solo quando il proprietario eserciti sull’immobile un uso attuale. Non si richiede necessariamente che egli sia fisicamente presente nel momento dell’introduzione dell’estraneo ma è necessario che egli fruisca effettivamente dell’abitazione e l’abbia adibita a luogo ove si svolge la sua vita privata o il suo lavoro. Dunque non c’è violazione di domicilio solo se la casa è stata definitivamente abbandonata e non viene più usata. ]

Vi invitiamo a leggere anche questo interessante articolo sul tema:

Entrare in un edificio abbandonato è reato?