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Il Castello di Montebello e il “Mistero di Azzurrina”


Il Castello di Montebello di Torriana (RN), di per sé, non è diverso da tante altre piccole rocche medievali disseminate su tutto il territorio. Tuttavia le sue mura custodiscono gelosamente uno dei racconti di fantasmi più intriganti degli ultimi decenni: il Mistero di Azzurrina. Nel 1989, a seguito del restauro curato dai proprietari conti Guidi di Bagno, il castello è stato inserito tra i monumenti nazionali italiani ed aperto al pubblico a pagamento. Da allora il castello, dal quale si gode anche di una meravigliosa vista sulla Repubblica di San Marino, è diventato meta di turisti e curiosi dell’occulto, anche grazie alla rapida diffusione mediatica della leggenda in gran parte dovuta all’interessamento di noti programmi televisivi nazionali.

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Ma veniamo alla leggenda:

azzurrina - foto“Nata intorno al 1370, Guendalina (questo il vero nome di Azzurrina) era figlia di Ugolinuccio (o Uguccione) di Montebello. Guendalina scomparve improvvisamente a soli 5 anni in circostanze poco chiare, dando origine a questa suggestiva leggenda che si è arricchita di particolari, e mistero, via via che veniva tramandata verbalmente nei secoli. Sembra che Guendalina fosse albina, caratteristica che per la credenza popolare dell’epoca la collegava al demonio, così la madre le tingeva i capelli di nero per proteggerla dalle superstizioni popolari. Tuttavia, i pigmenti di origine vegetale usati all’epoca erano di natura estremamente volatili così, complice la scarsa capacità dei capelli albini di trattenere il colore, la tintura conferì ai capelli della bimba dei riflessi azzurri, come i suoi occhi: da qui il soprannome di Azzurrina. A causa di ciò, al fine per proteggere la figlia e la casata nobile dalle dicerie e dal pregiudizio, il padre Uguccione decise di segregare in casa la bambina, facendola sorvegliare a vista da due guardie, Domenico e Ruggero.

Era la sera del 21 giugno 1375, solstizio d’estate, e fuori dal castello infuriava il temporale. Mentre il padre era fuori in battaglia, Azzurrina, sempre vigilata dai due armigeri, giocava nel castello con una palla di stracci. Secondo il successivo racconto delle guardie, la bambina inseguì la palla caduta dalla scala che portava all’interno della ghiacciaia sotterranea. Avendo sentito un urlo, le guardie accorsero nel locale entrando dall’unico ingresso, ma non trovarono traccia né della bambina né della palla. Dopo l’urlo della bambina, il temporale cesso improvvisamente. Seguirono giorni di ricerche per tutto il castello ma il suo corpo non fu mai più ritrovato. Domenico e Ruggero furono condannati a morte.”


La leggenda vuole che il fantasma della bambina sia ancora presente nel castello e che torni a farsi sentire ogni cinque anni, nella notte del solstizio d’estate. Seguendo questa credenza, negli anni sono state fatte numerose ricerche “parapsicologiche” al fine di catturare e registrare rumori all’interno del castello, chiuso ed isolato, prodotti dal presunto fantasma. Le registrazioni finora effettuate vengono normalmente fatte sentire ai visitatori al termine della visita guidata della rocca. [Ascolta le registrazioni su YouTube]

A onor di scienza riporto anche quanto affermato da Piero Angela (fondatore de CICAP – Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale – che  nel 2010 effettuò altre registrazioni utilizzando apparecchiature professionali dalle quali si riscontrò l’assenza di rumori attribuibili ad un’entità intelligente): “questo sarebbe uno di quei casi nei quali, quando il livello di controllo è molto elevato, il fenomeno scompare”.

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