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Il Sacro Speco di San Francesco


Il Sacro Speco di San Francesco è uno dei luoghi più significativi del francescanesimo. Questo importante Santuario, noto all’epoca come Eremo di Sant’Urbano, è situato nei pressi di Narni (TR), nell’omonima fraz. di S.Urbano, in prossimità della grotta (lo Speco) ove il Santo di Assisi soleva ritirarsi in preghiera e dove trascorse anche un periodo di malattia, durante il quale i frati costruirono per lui, accanto allo speco, una celletta in pietra con un letto in legno e un piccolo oratorio, per permettergli di raccogliersi in preghiera senza discendere fino alla chiesa.Ingresso Speco

Il Beato Tommaso da Celano, nel “Trattato dei miracoli”, narra alcuni eventi miracolosi che accaddero in questi luoghi. Durante la sua malattia Francesco chiese del vino ma poiché non ve ne era gli fu portata dell’acqua. Egli la benedì con il segno della croce e l’acqua mutò in vino; bevve e guarì dalla malattia. In seguito, ancora convalescente, Francesco piantò nella terra il bastone al quale si appoggiava. Il legno germogliò e diede vita ad un grande albero di castagno, che la tradizione identifica con quello ancora esistente nel prato antistante la cella del Santo.

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Lasciato il proprio mezzo nell’ampio parcheggio sottostante, si accede all’area del Santuario percorrendo una breve strada sterrata denominata Viale del Perdono. All’ingresso si trova la piccola chiesa edificata Ave Mariatra fine ‘500 e inizio ‘600, con accanto il chiostro risalente al ‘400, da cui si accede alla Cappella di San Silvestro. Dietro l’abside vi è l’antico pozzo da cui, secondo la tradizione, fu attinta l’acqua che san Francesco tramutò in vino.

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Un altro ampio viale nel bosco, il Viale del Rosario, conduce prima  alla piccola Grotta della Madonna del Rosario, poi, attraversando l’area picnic, all’Eremo allo Speco e gli edifici attigui. Lo speco (spacco) è una fenditura nella roccia lunga c.a. 60mt che scende quasi verticalmente nella vallata sottostante. Al suo interno sono stati riposti alcuni ex voto destinati al santo. Nello spazio antistante la cella del santo si erge un’alta roccia isolata chiamata Colonna dell’Angelo, sopra la quale la tradizione vuole che un angelo apparve suonando una cetra. Sempre in quei pressi si innalza evidente il castagno secolare piantato da Francesco, e una piccola cappella nella roccia con altare che ricorda la predicazione di san Bernardino.

[vedi la mappa dell’area del Santuario]


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